Apprendimento e attività motoria: camminare aiuta davvero la memoria?

Che l‘apprendimento e l’attività motoria siano strettamente legati c’è traccia anche nella notte dei tempi. 

Biografie, letteratura, guide turistiche,  ci narrano di come grandi personaggi della letteratura, della filosofia, della musica, si affidassero a grandi camminate per fare ordine nei propri pensieri, apprendere dalla natura e dagli eventi e creare nuove, immortali, opere.

Mozart era solito passeggiare nei boschi nei dintorni di Salisburgo per catturare suoni per i suoi componimenti. 

Jean – Jacques Rousseau faceva lunghe passeggiate in solitudine nel Bois de Boulogne, e mentre assaporava il piacere di camminare dopo pranzo catturava dall’ambiente circostante nuove idee per i soggetti delle sue opere. Il filosofo francese era un grande sostenitore della camminata come metodo di apprendimento. 

D’altro canto anche lo stesso Cicerone, nell’applicazione della tecnica dei loci non invitava forse a percorrere delle stanze e memorizzare via via che si avanzava? 
Studi scientifici, supportati dalle neuroscienze, dimostrano che la camminata, oltre a far bene al cuore e ai polmoni, induce il nostro cervello ad attivare una serie di azioni molto complesse in grado di formare nella mente una sorta di mappa cognitiva.
La camminata implica un movimento continuativo che procede in automatico, sollevando il cervello dall’incombenza di dedicarsi alla ricerca di soluzioni per svolgere l’azione stessa di fare un passo dopo l’altro. 

Il movimento inoltre lascia libero il cervello che può serenamente spaziare verso pensieri creativi più estesi come ad esempio: pensare nuove idee, farsi ispirare dall’ambiente, porsi delle domande, sciogliere e semplificare i dubbi.


Gli effetti dell’attività motoria sulle funzioni del cervello sono ovviamente di interesse centrale per le neuroscienze intente a capire come favorire comportamenti che possano facilitare o rendere più efficace l’apprendimento. 
Sarebbe un grande passo avanti, ad esempio, capire come la camminata possa influire sullo stress, depressione, ansia e tutte quelle condizioni emotive e psicologiche invalidanti per l’apprendimento.
Se camminare giova all’apprendimento gli stessi risultati sono stati riscontrati anche sulla memoria, stimolata dal meccanismo delle associazioni tra passi ed informazioni da assimilare. 
Sì, camminare aiuta davvero la memoria.

E tu come ti comporti con la tua memoria?Prenditi cura della tua memoria per mantenerla sempre funzionante. Impara a studiare e memorizzare senza  ripetere le informazioni e a leggere impiegando un quarto del tempo.

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