Il potere della memoria gustativa

Se non hai mai sentito parlare di memoria gustativa, non hai che da chiederti: che ruolo ha la memoria a tavola?

Sappiamo che dopo le feste dovremmo essere più orientati a perdere qualche chiletto, ma è bene conoscere anche questa interessante prerogativa della memoria.

La memoria gustativa, in particolare, si basa sulla relazione tra un gusto e l’altro, è una delle forme di memoria meno sviluppata, soprattutto se confrontata con le forme di memoria che riguardano gli altri sensi.

Molte sono le sensazioni che ci riportano a un momento speciale, un evento unico, un ricordo indelebile.
Molte sono le sensazioni che ci fanno rivivere un evento importante.

Questi ricordi, come abbiamo già visto, sono direttamente collegati ai sensi.
Dall’infanzia si inizia a conoscere, e riconoscere, i sapori attraverso le papille gustative, in questo modo si ottiene la memorizzazione sensoriale basata sul riconoscimento del gusto del cibo.

Da questo processo nasce la capacità di creare un’affinità, o rifiuto, nei confronti di determinati alimenti.
La memoria gustativa funziona come uno stimolatore sensoriale nel cervello, chiama in causa le regioni responsabili della ricezione delle informazioni e attiva così una memoria a lungo termine; questa memoria dipende dalle conseguenze gastrointestinali e dal grado di sazietà o aspettativa.

Questi ricordi sensoriali si manifestano immediatamente quando osserviamo o pensiamo a certi alimenti, infatti le espressioni facciali che si fanno quando si riconosce un alimento o quando si pensa ad esso, sia che abbia lasciato una brutta sensazione o un bellissimo ricordo, dipendono dalla memoria sensoriale gustativa.
Quindi da adesso in poi, quando sarai in prossimità di assaporare un nuovo piatto, presta attenzione al ricordo che potrà essere associato a quel pasto, perché resterà a lungo nella tua memoria!
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