Le cattive abitudini che rallentano e rendono poco efficace la lettura

cattive abitudini

Ti è mai capitato di iniziare a leggere un testo e poco dopo hai pensare ai fatti tuoi? Oppure hai fatto fatica a capire quello che stavi leggendo e a mantenere alto il livello di concentrazione.

Questo dipende dal fatto che abbiamo delle cattive abitudini apprese di riflesso da chi ci sta affianco, dai nostri genitori, dalla società in cui viviamo perché è sempre stato fatto in questo modo e non ci siamo mai posti il problema se si potesse leggere in un modo differente e migliore.

Non ci rendiamo conto che la nostra velocità di lettura è bassa, proprio perché è viziata da quelle cattive abitudini che ci rallentano e non ci rendono efficaci ed e efficienti.

Andando ad eliminare queste cattive abitudini la tua velocità di lettura avrà subito un grosso incremento. In questo articolo ti spieghiamo quali sono queste cattive abitudini e come puoi lavorarci per eliminarle.

Elenchiamole rapidamente e successivamente le andremo ad analizzare una per una.

  1. Il tipo di illuminazione con cui leggi i testi;
  2. La postura che assumi durante la fase di lettura;
  3. Dove leggi, inteso come l’ambiente in cui di solito studi;
  4. La regressione mentale;
  5. La sub-vocalizzazione.

1) Il tipo d’illuminazione

Molti pensano che l’illuminazione possa essere semplicemente distinta in naturale (quella proveniente dalla sole) e in luce artificiale (quella che deriva dalle lampadine ad incandescenza, neon o tutto quello che fa parte del mondo dei fari, lampade e abat-jour).

In realtà esistono molte accortezze per quanto riguarda l’illuminazione. Ovviamente se ne avessimo la possibilità dovremmo utilizzare la luce naturale perché stanca di meno l’occhio e favorisce meglio la visione di qualunque tipo di oggetto o testo scritto.

La domanda importante è se sia meglio utilizzare una fonte di luce riflessa o diretta. La risposta è la seguente: meglio che il fascio di luce sia riflesso piuttosto che diretto, perché la luce solare diretta ha un‘intensità troppo alta e questo crea un gap troppo alto tra la fonte di luce che possiamo avere in una stanza e quella che arriva diretta sul nostro foglio. Questa differenza d’intensità rende la visione troppo difficoltosa e stancante.

Immagina quelle volte che stavi leggendo un libro a scuola, il tuo banco era affianco alla finestra ed il testo veniva colpito direttamente dalla luce del sole che arrivava attraverso la finestra. Dopo pochi minuti che stavi leggendo, oltre il fastidio che ti dava il colore estremamente bianco e lucente delle pagine, hai alzato gli occhi ed hai visto improvvisamente meno e tutto molto più scuro. Questo effetto per l’occhio risulta essere molto stancante e non ti aiuta a leggere bene soprattutto se è uno sforzo prolungato.

Meglio che la fonte di luce naturale sia riflessa. Si intende luce riflessa tutta quella fonte di luminosità avuta dalla riflessione della luce attraverso gli oggetti che sono nella stanza o le pareti della stanza stessa. Questo è il motivo per il quale le pareti di una stanza sono spesse volte bianche o di un colore molto chiaro, chimicamente i colori chiari riflettono molto di più la luce dei colori scuri che assorbono la luce.

Se non potessimo usufruire della luce solare?
La soluzione ovviamente è quella di utilizzare una fonte di luce artificiale, sempre riflessa che abbia delle caratteristiche ben precise di posizione e di temperatura. La miglior luce artificiale da utilizzare ha una temperatura che si aggira intorno ai 2500-3000K, questa luce è quella di colore giallo e viene detta luce calda. A differenze della luce che ha un colore più tendente al blu che è quella che ha una temperatura che va dai 6000-8000K ma questa luce, detta luce fredda, rendere la lettura dei libri molto più difficile e stancante.

La posizione della fonte di luce dove provenire dalle nostre spalle dal lato opposto della mano con cui scriviamo per evitare che il  nostro corpo faccia ombra sul testo. Se posso darti un consiglio evita di studiare la notte in una camera totalmente buia con solo l’abat-jour accesa perché stanca molto l’occhio questo tipo di illuminazione e sarà più facile che accuserai la stanchezza durante la fase di apprendimento.

Accendi sempre tutte le luci nella stanza in cui stai studiando così sarà più facile leggere e risulterà meno stancante.

2) La postura

Ma possibile che anche la postura del corpo possa condizionare la mia lettura? Ebbene sì.

Sicuramente avrai sentito a volte parlare di fisiologia. Studi scientifici ci hanno dimostrato come i nostri pensieri condizionano il nostro benessere fisico. Basta pensare che attualmente la malattia psicosomatica più diffusa è la gastrite, dovuta proprio al fatto che i nostri pensieri stressanti si vanno a somatizzare e scaricare con il mal di stomaco.

La PNEI (PsicoNeuroEndocrino Immunologia) è una scienza insegnata nelle università che mette in relazione quanto il nostro sistema immunitario sia stimolato dai nostri pensieri. Quindi se assumessimo una determinata postura durante lo studio avremmo sicuramente una concentrazione e una velocità di lettura molto più alta.

La postura ideale da avere durante la fase di studio è la posizione del “cocchiere”, tradotta in:

  • piedi ben piantati per terra,
  • schiena ben appoggiata sullo schienale,
  • il manuale posto davanti ai nostri occhi ad una distanza di 30/40 cm circa, inclinato a 45° rispetto al ripiano di appoggio. Posizionato a 45° per evitare che si crei quella distorsione ottica delle lettere che di solito si crea quando riponiamo il manuale sul tavolo come siamo abituati a fare.

Se la posizione del corpo la sentite un po’ scomoda è un buon segno perché se fosse troppo comoda rischiereste di addormentarvi o comunque di essere troppo rilassati e quindi risultare meno produttivi. Mi raccomando, appunto perché deve essere comoda ma non troppo evitate sedie con schienali presidenziali in cuoio estremamente comode e di studiare sul letto. Il problema dello studio sul letto è che si rischia di neuro associare il sonno con lo studio. Quindi non siate sorpresi se dopo 30gg che “studiate” sul letto, incappando casualmente in quel sonno di relax tra una materia e l’altra, iniziando a leggere qualunque tipo di altro argomento iniziate a sentire una forte stanchezza e sonno. Il vostro cervello avrà registrato l’equazione leggere=dormire.

3) L’ambiente di studio

Trova un ambiente nel quale sia semplice studiare, che favorisce la tua concentrazione.

La cucina di casa potrebbe essere un buon luogo dove studiare, ma non il migliore. Creati uno spazio che favorisca la tua concentrazione, dove hai tutto il materiale che ti serve a portata di mano, in cui ci sia soprattutto ordine perché ad un ordine fisico corrisponde un ordine mentale.

In alternativa puoi anche andare a studiare in biblioteca. Il giusto silenzio può aiutarti a studiare e concentrarti. Esistono delle sale lettura ad hoc. Evita assolutamente la tua camera da letto, perché come ti spiegavo prima quello è il luogo in cui tu dormi e riposi. Il rischio è che tu possa associare delle emozioni poco produttive che non ti aiutano poi a concentrarti e rilassarti nel modo giusto.

Creati il tuo ordine che non deve essere ne eccessivamente ordinato ne eccessivamente disordinato, che sia un ordine produttivo.

4) La regressione mentale

Questa è una delle abitudini che in assoluto ci fa perdere più tempo. Consiste in quel gesto che compi quando leggendo un testo non hai capito bene il concetto allora torni indietro con gli occhi in un punto casuale, rileggendone una parte.

Questo ti porta 2 grandissimi svantaggi:

  • A – Perdi tantissimo tempo a tornare indietro e rallenti tantissimo la tua velocità di lettura;
  • B – Ripartendo da un punto casuale del testo il rischio è che tu possa capire tutto il contrario di quello che cerca di dirti l’autore, abbassando così il tuo livello di comprensione dell’argomento.

Partiamo allora da un grande presupposto, alla prima lettura di un testo, dimostrato da studi scientifici non capiremo mai più del 40% delle informazioni scritte, quindi ostinarsi a capire tutto subito ci fa perdere solo tantissimo tempo infatti è più produttivo per quanto riguarda la lettura, finire tutto un paragrafo, un capitolo senza mai fermarsi così il nostro cervello ha la possibilità di iniziare a capire a grandi linee qual è l’argomento che stiamo trattando.

Nella seconda lettura il livello di comprensione aumenterà e avremo modo di analizzare nel dettaglio le informazioni che sono contenute nel testo. Quindi leggi tutto il paragrafo/capitolo dall’inizio alla fine senza tornare indietro. Fai il punto delle informazioni che hai capito e rileggilo una seconda volta per approfondire i dettagli e capire meglio le informazioni che ti sfuggono.

5) La sub-vocalizzazione

La sub-vocalizzazione è un’altra nostra abitudine che ci porta a perdere molto tempo durante la fase di lettura assolutamente non necessaria al fine di avere una buona comprensione. Per farvi capire di cosa stiamo parlando sarebbe quella vocina che noi sentiamo ogni volta che leggiamo un testo che va a leggere per noi qualunque parola è scritta su di esso.

Adesso ognuno di voi starà pensando: ”Come faccio a capire se non leggo le parole? Perché quella vocina mi aiuta a comprendere e leggere le parole mentalmente!” Vi consiglio di non preoccuparvi perché è stato scoperto dall’università di Columbia in Canada che quella vocina non è nient’altro che un nostro riflesso mentale.

Il nostro cervello la riproduce perché si aspetta che ci sia qualcuno che legga per noi le parole mentre leggiamo le informazioni a mente. Infatti la vocina non è necessaria per capire i testi che leggiamo ma anzi purtroppo finché ci sarà nella nostra testa non andremo oltre le 1000PAM di velocità di lettura.

Allora come è possibile eliminarla? Basta andare veloci e vi renderete conto che sparirà da sola. Il vostro cervello capisce le informazioni anche se non le sub-vocalizziamo. Il trucco risiede nell’abituarsi a non farlo.

Queste sono le 5 abitudine dalle quali allontanarti se vuoi aumentare la tua velocità di lettura e la tua comprensione.

Ti auguro un buon apprendimento e ci vediamo al prossimo articolo.

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