Prendi la scossa e il cervello impara meglio? Dal Tennesee la stimolazione non ha limiti!

Spesso viene usato come modo di dire, un’esortazione per quelle persone che in un dato momento si sentono statiche o bloccate e non riescono ad andare avanti con la testa: “Datti una scossa!
Da consiglio spassionato dato in tono confidenziale a studio scientifico con tutti i crismi!
Infatti “dare la scossa” è proprio ciò che hanno fatto i ricercatori statunitensi della Vanderbilt University, di Nashville, Tennessee, per dimostrare come sia possibile controllare l’abilità di apprendere del cervello stimolandolo dall’esterno.

Le stimolazioni transcraniche a cui sono stati sottoposti i partecipanti al test duravano circa 20 minuti ed erano emesse tramite un semplicissimo macchinario per elettroencefalogramma predisposto a rilasciare piccole scosse elettriche continuative e assolutamente non dolorose.
Trascorsi questi 20 minuti ai partecipanti è stato chiesto di sottoporsi a un test nel quale dovevano individuare senza errori le combinazioni di tasti di un gioco abbinandoli a dei colori che venivano proiettati su uno schermo. Il risultato ottenuto dal gruppo che aveva ricevuto la stimolazione è stato nettamente differente rispetto a quello degli altri che si sono sottoposti al test senza alcuna preparazione: la stimolazione elettrica non solo portava a compiere meno errori nel riconoscere gli abbinamenti ma in più, cosa forse ancora più importante, la tendenza era di riuscire comunque ad apprendere dagli errori commessi in modo rapidissimo, praticamente immediato.

Uno dei ricercatori, Robert Reinhart, ha commentato così la scoperta: “Quello che abbiamo notato è cosi’ interessante che quando cerchiamo di influenzare questa specifica attività cerebrale notiamo che i volontari sono più abili nelle operazioni richieste, più giudiziosi, cauti e audaci. Quando fanno degli errori poi rispondono in modo più accurato”.
Lo studio pubblicato su una delle riviste più autorevoli del settore “Journal of Neuroscience” si spinge a pensare in che modo questo tipo di scoperta potrebbe essere utile per curare malattie importanti come la schizzofrenia o più semplicemente accrescere esponenzialmente le capacità di apprendimento di ciascuno. Questo studio, riportato nella vita comune, significherebbe riuscire ad apprendere limitando al minimo gli errori con la consapevolezza di poter immediatamente imparare da quelli commessi evitando di commetterli ancora … utopia?!

Le strategie di Apprendimento rapido facilitano la capacità di apprendimento predisponendo il cervello ad imparare seguendo le proprie naturali inclinazioni, in questo modo, si otterrebbe una ulteriore velocizzazione del processo e una limitazione importante al margine di errore. Al momento nessuna intenzione di spostare la scoperta su fronti diversi che non siano un laboratorio ma gli scienziati non escludono un avanzamento che renda questa scoperta fruibile ai più. E chissà, magari fra qualche anno, il giorno prima di un esame importante, invece di un bel bagno caldo rilassante, ci ritroveremo in fila per farci dare qualche scossetta che risvegli sensi, attenzione e memoria!

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