Vuoi superare l’esame alla grande? Non trascurare il ripasso!

ripasso

Come vi avevo anticipato l’apprendimento non è un fenomeno isolato e fine a se stesso, necessita infatti di alcuni “ritocchi” per essere perfezionato e per allenare il suo contenitore, la memoria, a essere sempre più elastica nell’acquisizione ed elaborazione di contenuti.

Una pratica molto utile per mantenere alto il livello del ricordo dopo la fase di apprendimento è sicuramente il ripasso.
È fondamentale che il ripasso sia un’attività programmata e ben organizzata, solo così sarà possibile raggiungere gli obiettivi di memorizzazione desiderati.
Se consideriamo un periodo di studio che duri qualche ora, la prima fase di ripasso deve cominciare 10 minuti dopo il termine della prima ora e deve avere una durata di 5 minuti.
Questo processo consente alle informazioni di rimanere nella memoria per tutto il giorno, prima di cominciare il successivo ripasso che durerà dai 2 ai 4 minuti. Arrivati a questo punto il ricordo durerà per circa 7 giorni , si introduce quindi un nuovo ripasso di 2 minuti per poi completare il tutto dopo un mese con un ripasso finale di 2 minuti.
Questo è il momento in cui il ricordo viene conservato nella memoria a lungo termine, spiegata in questo testo nel capitolo dedicato alla struttura della memoria.
Un esempio utile per comprendere questo processo è immaginare di ricordare le informazioni memorizzate, e supportate da un’operazione di ripasso strutturata, come si ricorda un qualcosa con cui si ha molta familiarità, come un numero telefonico che si compone spesso e che se si legge di sfuggita ogni tanto si ricorda immediatamente.
Molto dipende anche dal tipo di approccio che si ha con i contenuti da memorizzare: se si tratta di uno studente frequentante, ad esempio, il primo ripasso può essere effettuato attraverso una revisione esauriente dei contenuti, che può comportare una riscrittura del testo in modalità schema basandosi magari anche su appunti presi durante la lezione.
Mantenendo l’esempio sullo studente frequentante con il supporto degli appunti, possiamo immaginare dalla terza alla quarta fase del ripasso un abbandono del riferimento degli appunti, per procedere con una rielaborazione di tutto ciò che si ricorda.
È importante fare una verifica attraverso il confronto con gli appunti.
Il grande vantaggio nell’utilizzo della strategia del ripasso è che quest’ultimo attiva tutti i settori dell’apprendimento, del pensiero e del ricordo.
Saltare la fase del ripasso significa sottoporsi al rischio di fare uno sforzo enorme perché ogni volta che ci si confronta con una nuova occasione di apprendimento il ricordo delle esperienze acquisite in precedenza sarà estremamente basso, tutti i link tra un argomento e l’altro, che dovrebbero essere immediati, sono completamente vanificati, sprecando lo sforzo profuso in precedenza. Non avere la possibilità di cogliere i collegamenti significa rendere incompleta l’ apprendimento della nuova materia, il tutto con una efficienza e velocità di comprensione più bassa.
A questo punto c’è un altro elemento da prendere in considerazione: il fattore emotivo, se si hanno infatti difficoltà ad apprendere e memorizzare si matura la convinzione di non riuscire ad imparare nulla.
Il ripasso è un alimentatore della memoria, quest’ultima infatti funziona con associazioni e collegamenti, dunque se ci sono poche nozioni incamerate è piuttosto difficile creare dei collegamenti. Quando la mente è allenata ogni nuovo contenuto appreso viene assorbito e integrato con le informazioni apprese in precedenza.