Nuove abitudini di lettura e il risultato è assicurato!

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Sappiamo che è il 20 agosto, che siete selvaggiamente sdraiati in spiaggia e che tutto ciò che ha a che fare con il lavoro e lo studio vi sembra lontanissimo!

Non vogliamo essere crudeli e dirvi che settembre è dietro l’angolo perché fa abbastanza impressione anche a noi, ma, piuttosto, vogliamo invitarvi ad approfittare di questi momenti di relax per leggervi qualche suggerimento, e qualche regola, per migliorare le vostre prestazioni e raggiungere con successo i vostri obiettivi.

Acquisire tecniche di lettura veloce significa in primo luogo risparmiare tempo ed energia che può essere investito in altre attività, o, ancor meglio, aumentare il numero di contenuti da assimilare, avere una maggiore conoscenza delle cose e più padronanza degli argomenti da trattare.

Lo studio per gli esami, le conoscenze da acquisire per il lavoro o per interesse personale: sono contenuti che arricchiscono la nostra vita, che ci rendono persone più complete, con più opportunità e, in sintesi, migliori.

Nel precedente post abbiamo iniziato a introdurre gli argomenti “scomodi”, ovvero tutte quelle cattive abitudini che rendono più lento e meno performante l’apprendimento perché creano contesti sbagliati per l’attività di lettura.

Riprendiamo dalla seconda cattiva abitudine: leggere sdraiati.

La posizione corporea condiziona moltissimo i nostri pensieri e la posizione sdraiata è immediatamente riconducibile all’azione di dormire. Il corpo, quando è sdraiato è in un habitus di riposo e tende a rilassarsi in quanto il nostro cervello “neuro-associa” la posizione sdraiata al sonno, pertanto se si pratica l’abitudine di leggere nella posizione in cui si dorme, ben presto il cervello inizierà ad associare l’attività di lettura al sonno e questo chiaramente può comportare notevoli disagi legati al rallentamento dell’attività di apprendimento e alla carenza di attenzione.

Anzi, se si sta leggendo e subito dopo si desidera andare a dormire, è meglio intervallare il tutto con un’azione che rimetta in moto la nostra mente affinché il nostro cervello non associ il libro al sonno.

Cosa dire poi della terza abitudine: una scarsa o eccessiva illuminazione dell’ambiente. Il fattore illuminazione condiziona notevolmente l’attività di lettura in quanto agisce direttamente sui muscoli oculari nei loro movimenti durante la lettura.

La miglior condizione di illuminazione è la luce naturale.

Naturalmente non è sempre possibile leggere in condizioni di luce naturale pertanto è necessario creare le giuste condizioni affinché l’attività di lettura si svolga in un ambiente che ne faciliti lo svolgimento. Se si studia di sera, ad esempio, o in condizioni di luce non naturale, è meglio scegliere una luce gialla rispetto a quella bianca, perché una luce calda agevola la lettura di più rispetto ad una luce fredda. La luce deve essere riflessa e non diretta, quindi deve riflettere dalle pareti che normalmente sono di un colore chiaro proprio per assolvere a questa funzione. La luce deve arrivare dall’alto e alle nostre spalle, dalla direzione opposta rispetto alla posizione della mano con cui si scrive per non creare ombre sul testo. La dilatazione della pupilla è molto condizionata dalla quantità della luce, pertanto, se la luce è troppo intensa, la pupilla si affatica eccessivamente.

Bene! Mano a mano che si va avanti è fondamentale lavorare sulle abitudini sbagliate e adottare comportamenti che ci conducano direttamente, e con successo, al risultato!

Se ti interessa quello che hai letto e vuoi approfondire l’argomento scrivi a manuel@imemouniversity.it