Mappe mentali in azione contro i fattori di disturbo

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Abbiamo quasi terminato questo lungo viaggio nell’affascinante mondo delle mappe mentali.

Oggi parliamo dell’ultimo, ma non meno importante, gruppo di errori: quelli legati a fattori di disturbo:
Uno dei principali ostacoli ad un corretto apprendimento spesso risiede nell’incapacità di calendarizzare i tempi dello studio.

La mancanza di un lavoro di pianificazione disorienta moltissimo lo studente, il quale, non avendo né una scansione dei ritmi né micro obiettivi temporali procede in maniera caotica e non casuale. Organizzare i tempi dell’apprendimento è un’operazione fondamentale, sapere a che punto si è, e rispetto a cosa, è l’unico modo per procedere gradualmente ed efficacemente all’ assimilazione dei concetti.

Avere tempi di studio troppo brevi può compromettere l’efficacia dell’apprendimento perché non si riesce a raggiungere un alto livello di concentrazione, così come trascinare la concentrazione oltre il tempo opportuno può condurre ad un affaticamento controproducente. Bisogna conoscersi per essere consapevoli dei propri ritmi e tempi.
L’organizzazione del materiale didattico non è certo meno decisiva di quella del tempo.

Nel momento in cui si approccia al programma da studiare è importante capire come strutturarlo per raggiungere l’obiettivo desiderato, immaginare come quel materiale debba essere trasformato alla fine del nostro percorso di studio e che struttura debba avere lo stesso percorso.
La scelta di un determinato metodo di studio nello svolgimento del programma deve poter contemplare una certa flessibilità a seconda degli argomenti trattati: non si può studiare tutto allo stesso modo. Ci sono materie che reputiamo più interessanti e in cui riusciamo meglio e materie in cui rendiamo meno, questo richiede l’utilizzo di approcci diversi nel momento in cui ci si pone nella condizione di doverle studiare.
La trattazione di questi frequenti errori vuole essere un modo per migliorare l’iter dello studente rendendolo consapevole dei rischi a cui si espone ignorando i pericoli di cattive abitudini. L’autodisciplina, la consapevolezza delle proprie potenzialità e un buon metodo costituiscono il bagaglio di strumenti necessario e indispensabile per un sano ed efficace apprendimento.
Alla consapevolezza e l’autodisciplina va aggiunto un altro ingrediente che è la capacità di rischiare, di imparare a partire dall’errore!
A tale proposito ci piace ricordare la storia della pulce.
Sapete che la pulce salta 20 volte la sua altezza? Ebbene gli scienziati hanno pensato di fare uno studio sulla sua capacità di adattamento sistemandola all’interno di un barattolo e chiudendo il tappo, operazione che, ovviamente, non consentiva alla pulce di saltare in funzione delle sue reali potenzialità! Con i primi tre salti la pulce porta a casa tre testate clamorose, al quarto capisce l’andazzo e il suo slancio si abbassa, anche rimettendo il tappo la pulce resta su un salto basso.

Gli scienziati decidono allora di scaldare il fondo per indurla a saltare e quest’ultima, tolto il tappo, finisce fuori dal barattolo. Gli scienziati applicano di nuovo il tappo e la pulce batte nuovamente perchè si era di nuovo abituata, dunque si ricalibra e, qui viene il bello, la pulce inizia a fare una cosa particolare: ogni 10 salti ne fa uno più alto per capire se se c’è il tappo!
Così la pulce misura i propri limiti e sceglie di sbagliare e di battere puntualmente la testa per capire se ha l’opportunità di tornare libera.
Questo è fondamentale per introdurre nuove strategie di apprendimento.
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Per informazioni contatta manuel@imemouniversity.it