E se la memoria chiama in causa lo sport…

sport e memoria - imemouniversity

Perché mai la memoria dovrebbe chiamare in causa lo sport?

In queste giornate di abbuffate apocalittiche, qualcuno cerca di abbattere sul tapis roulant le calorie prese durante le giornate di Natale.

I fedelissimi del fitness non abbandonano la sala pesi e chi sente di aver davvero esagerato si affaccerà in palestra all’inizio del nuovo anno con un ricco elenco di buoni propositi (sapranno trasformarli in obiettivi? Ma questa è un’altra storia.).
Per non parlare poi di chi vive le feste con una certa malinconia e magari trova un valido e costruttivo sfogo nel crossfit!
Insomma, ognuno sembra avere un buon motivo per ricorrere allo sport.
Oggi ne aggiungiamo un altro: lo sport fa bene alla memoria!
Eh sì, e non lo diciamo tanto per dire: acclamati studi scientifici portano a galla questa interessante notizia.
Sul metodo, le modalità e l’applicazione delle tecniche di memoria abbiamo scritto a lungo e a lungo continueremo a scrivere, ma, come sapete, siamo sempre molto attenti anche alla vasta gamma di piccole attività supplementari che possono essere intraprese a supporto del funzionamento della nostra memoria.
Quello di cui vi parliamo oggi è una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Current Biology, secondo la quale l’attività fisica sembra esercitare un vero miracolo sulle memorie pigre.
Secondo quanto emerso da questo interessante esperimento praticare attività sportiva a fine giornata agevolerebbe il processo di assimilazione delle informazioni, in particolare le performance sportive sulle capacità mnemoniche sembrano essere più efficaci se praticate a distanza di 4 ore dal momento dello studio o del lavoro.

Entriamo nel dettaglio della ricerca: 74 sono i soggetti coinvolti in questo studio condotto dai ricercatori olandesi del Radboud University Medical Center di Nijmegen.

La prima fase dell’esperimento consiste nella memorizzazione di informazioni relative ad alcune immagini associate ad alcuni luoghi.

Dopo la fase della memorizzazione si inizia l’allenamento tra una lezione di aerobica e una pedalata veloce sulla cyclette.
I 74 partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi in cui:
- Il primo gruppo ha praticato sport subito dopo il test delle immagini
- Il secondo 4 ore dopo la memorizzazione delle informazioni
- Il terzo non ha eseguito alcun esercizio fisico
Dopo 48 ore ai partecipanti sono state rivolte alcune domande sulle informazioni assimilate nella fase di studio e sono stati sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale.
Alla fine dell’esperimento è emerso che chi si era dedicato all’attività fisica 4 ore dopo aver studiato ricordava meglio rispetto agli altri due gruppi, in particolare si è riscontrata una maggiore attività a livello dell’ippocampo, la regione maggiormente interessata al processo di memorizzazione.

Quindi ancora una volta è bene ricordare che tutto ciò che ha a che fare con la memoria e le sue funzioni spesso abbraccia la persona in senso olistico e mai isolato e riguarda le abitudini, il metodo e lo stile di vita.
Quindi…tutti in palestra!
Se ti è piaciuto quello che hai letto e vuoi saperne di più sull’articolato mondo della memoria, del metodo di studio e l’apprendimento scrivi a manuel@imemouniversity.it