Anche la lettura ha le sue regole!

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Lettura estiva, esami di settembre, interesse nel conoscere nuove metodologie: qualunque sia il motivo per cui ti avvicini alla lettura veloce è importante che tu abbia ben presente i tuoi obiettivi!
Diciamocela tutta: quanto è irritante non riuscire e raggiungere i propri obiettivi per colpa della mancanza di tempo?
E dover ripetere lo stesso esame due o più volte, non è frustrante?
La preparazione di un esame comporta una serie di obiettivi ben diversi da quelli di una lettura di piacere, di svago o di un approfondimento di argomenti particolarmente vicini ai nostri interessi.
La lettura veloce offre l’opportunità di diversificare il metodo a seconda del tipo di testo che si vuole leggere.
Vuoi sapere tutto di manuale tecnico contenente le indicazioni per risolvere una cosa che ti sta a cuore?
Hai comprato i 10 best seller che da mesi rimandi all’estate e non ne vuoi perdere nemmeno uno?
Oppure sei alle prese con l’ennesimo trattato di quell’autore che proprio non riesci a far entrare nelle tue simpatie?
Ebbene questi sono dettagli che possono fare la differenza nella scelta della velocità con cui desideriamo apprendere.
Quindi parte integrante del processo di motivazione è la seguente azione: comprendere bene la struttura del testo e definire chiaramente l’obiettivo che vuoi raggiungere leggendolo.
La tipologia di testo può fare marcatamente la differenza nel numero di parole che si riescono a leggere in un minuto perché presentano differenti livelli di difficoltà.
I dati statistici ci profilano il seguente quadro:
· 250 parole circa al minuto per i romanzi, le scritte promozionali e gli articoli di giornale, quindi rientrano nella classificazione di testi semplici da comprendere;
· 200 parole al minuto per quel che concerne i saggi o gli articoli di approfondimento;
· 150 parole al minuto per la comprensione di letture tecniche o di contenuti appartenenti ad un settore distante dalle nostre competenze;
· 100 parole al minuto: siamo qui nel campo delle formule, dei termini scientifici e fortemente tecnici.
Entriamo ora nel vivo delle cose da fare a partire dalle azioni da mettere in atto per cambiare le nostre abitudini, partendo da 5 abitudini molto praticate che è il caso di rivedere per mettere in atto interventi migliorativi.
Vediamo intanto la prima, perché, ahinoi, è molto praticata e spesso sottovalutata!
1. Una posizione sbagliata. I nostri studenti ci raccontano le loro abitudini e i dati che ne ricaviamo talvolta sono piuttosto allarmanti! C’è infatti chi studia sdraiato o comodamente affondato nel divano, chi lo fa seduto sul pavimento e anche chi si dedica nel frattempo a tutta una serie indefinita di altre attività. Così non può funzionare!
La lettura richiede una precisa postura per rendere possibile il processo di apprendimento. Dunque seduti, con la schiena ben appoggiata allo schienale, piedi ben piantati a terra e paralleli e collo dritto, libro a 45° rispetto al nostro volto.

Se il libro viene appoggiato sul tavolo, siamo costretti a piegare il collo per avere la giusta visuale della pagina, i muscoli del collo presto inizieranno a darci problemi e saranno motivo di deconcentrazione e distrazione nei confronti dei contenuti da assimilare, senza contare il mal di collo! Se non si possiede un leggio, come nella maggior parte dei casi, è possibile costruirselo artigianalmente mettendo uno sull’altro un paio di libri e appoggiarci il testo che si sta leggendo. Se non è richiesto un intervento di scrittura sul testo si può anche tenere il libro in mano e mantenere l’angolazione di 45°. Una posizione dritta genera pensieri positivi ed energizzanti in quanto agisce sulla capacità di attenzione, sulla respirazione e sulla tensione muscolare.

Facciamo il punto prima di salutarci: basta perdere tempo e occasioni per raggiugere il tuo obiettivo!

Un metodo c’è ed è statisticamente molto efficace, perché perdersi dietro abitudini che non funzionano?

Inizia a riflettere sulle cose che puoi migliorare nei tuoi momenti di apprendimento perché anche nel prossimo post ne vedremo delle belle (per modo di dire!)!

A presto!
Se vuoi approfondire quello che hai letto scrivi a manuel@imemouniversity.it